2014, quale speranza?

Pubblicato il 18 febbraio 2014
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Rilancio economia_Renzidi Lorys Bencini

Il calo dei tassi sancito dalla BCE ha dimostrato in questi ultimi anni che era possibile pagare mutui, fidi e prestiti senza bisogno di strozzare italiani e imprese: che le banche si sono arricchite oltremisura, e poco importa se a ciò fa seguito una continua moria di posti di lavoro e imprese. L’economia va rilanciata partendo dalla produzione, specialmente da quei settori macroscopici e determinanti per muovere il Paese quali l’edilizia e le grandi opere. Peccato che la legge di stabilità non preveda grossi investimenti in tal senso, e questo equivale a una svalutazione del mercato immobiliare a fronte di una maggiorazione di difficoltà e tempi delle compravendite.

La legge Fornero di certo non ha dato man forte al Paese. Anzi, ha bloccato il mercato del lavoro, aumentando fortemente il contenzioso giudiziario di tutte le partite Iva che, in qualità di consulenti per questa o quell’azienda, hanno adito a grandi numeri e passo deciso le vie dei tribunali al fine di tentare di farsi attribuire il riconoscimento di status di lavoratori autonomi. Costi che gravano sullo Stato, ma anche e soprattutto sulle imprese, destabilizzandole strutturalmente in un momento in cui di liquidità non se ne vede neanche l’ombra.
Un ipotetico abbassamento del pressing fiscale, a detta di Roma, dovrebbe far da leva per una progressiva, seppur minima, variazione inflattiva a favore dei consumi, che però restano contratti e in diminuzione soprattutto per quei beni strumentali di prima necessità per lavorare come autostrade e carburanti. Lo stesso dicasi per il caffè e altri generi alimentari di prima necessità.

Ma, in tutto questo, esiste una sola verità: da sempre, da quando mondo è mondo, si sa che meno tasse uguale più incassi per lo Stato, più gente che paga ed è lieta di farlo, più benessere e coesione sociale. Chissà se mai lo capiranno anche in Italia, soprattutto riducendo le trattenute fiscali sugli stipendi e aumentando così il potere di acquisto dei lavoratori, e il loro status economico. Chissà se il nuovo governo Renzi saprà innovare davvero questo Paese…
Chi opera in VisioTrade sa bene di essere parte di un mercato in equilibrio, che si difende bene dalla speculazione finanziaria che lascia ben volentieri fuori dalla propria porta. Contano solo domanda e offerta, e la rapidità con cui tali entità vengono correlate. Perchè di beni e servizi utili a tutti ve ne sono ancora moltissimi, fermi nei magazzini delle imprese o negli studi dei liberi professionisti. E lasciarli lì così è un vero peccato.

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