Anche le banche fanno cassa. Stangando i correntisti

Pubblicato il 11 febbraio 2014
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Di Lorys Bencini

Le banche fanno fatica a incassare dai cittadini – chiediamoci perché, forse che finalmente si sono accorte della crisi nera al sesto anno? – e per ovviare a perdite di rating, criteri di valutazione, competizione tra istituti che cosa fanno? Ricorrono al cosiddetto credit crunch: vale a dire, stringono i cordoni, la cinghia (quella degli altri, però, mica la loro!) cercando così di far fronte in altri modi per recuperare recuperare la redditività perduta o a rischio, visti i minori introiti provenienti dalle rateazioni di mutui e prestiti.

L’Università Bocconi ha pubblicato i dati di una ricerca apparsa sui principali media economici che rileva come nel 2013 la spesa per il prelievo al Bancomat è cresciuta del 5%, da 2 a 2,10 euro in media. In rialzo anche le altre commissioni, quale quella riguardante il prelievo allo sportello (con un’oscillazione media in crescita da 1,5 a 2 euro) e il costo dello sforamento andando in rosso. E nel 2014, secondo l’istituto di ricerche Prometeia, il costo di tenuta di un conto corrente crescerà ancora, annullando di fatto tutte le azioni governative tese a ridurre il cuneo fiscale. Come dire, con una mano ti do dei soldi in più in busta paga, e con l’altra te li tolgo immediatamente, senza che tu li veda neppure.
Guardando attentamente ai dati del 2013, in 12 mesi, il costo complessivo del conto corrente di dicembre (che raggruppa oltre ai canoni mensili, anche gli oneri di chiusura, come le commissioni sui titoli o sugli scoperti) è salito del 5%, vale a dire quattro volte in più rispetto al tasso d’inflazione: da 217, 2 a 228,28 euro secondo la simulazione degli economisti della Bocconi sui conti ordinari di 10 banche. L’aumento generale raggiunge la punta del 43% se il confronto è con i 159 euro di tre anni fa.

Nell’anno appena conclusosi hanno preso il volo come un aliscafo in corsa soprattutto le commissioni per le operazioni che (è la giustificazione data dagli istituti bancari in generale) impiegano più lavoro dei dipendenti nel back office per lo smaltimento delle pratiche bancarie. Un dato su tutti, se proprio vogliamo parlare di super rincaro conti correnti? Il povero malcapitato che dovesse disgraziatamente uscire fuori fido di 100 euro per dieci giorni dovrà pagare fino a 50,51 euro.

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