Assunzioni 2015: un aiuto concreto alle imprese?

Pubblicato il 26 gennaio 2015
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Legge di Stabilità e articolo 18La Legge di Stabilità 2015 ha introdotto nuove assunzioni agevolate, ovvero degli sgravi contributivi per i datori di lavoro privati che decidono di assumere con contratto di lavoro a tempo indeterminato nel 2015.
Ma come funziona?
Per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1 Gennaio al 31 Dicembre 2015 è previsto uno sconto dei contributi INPS per una durata massima di tre anni e un totale massimo di 8060 euro all’anno; il bonus sarà fruibile anche da parte dei datori di lavoro che intendano trasformare un contratto di lavoro a termine o a progetto in tempo indeterminato a lavoratori già presenti in azienda.
Il bonus non spetta in caso di assunzioni di lavoratori apprendisti e domestici e lascia a carico del datore di lavoro:

  • il TFR;
  • i premi e i contributi INAIL.

Per il settore agricolo invece verrà istituito un sistema “a domanda”, essendo stato lo stanziamento limitato a:

  • 2 milioni di euro per il 2015;
  • 15 milioni per gli anni 2016 e 2017;
  • 11 milioni per il 2018;
  • 2 milioni di euro per il 2019.

Lo sgravio inoltre potrà essere fruito dal datore di lavoro a patto che assuma un lavoratore che non abbia avuto nei 6 mesi precedenti all’assunzione rapporti di lavoro a tempo indeterminato presso qualsiasi datore e che non abbia ricevuto nei 3 mesi precedenti il 1 Gennaio 2015 un contratto indeterminato con lo stesso datore che realizza l’assunzione agevolata, anche attraverso aziende collegate.
E l’articolo 18?
Le PMI con meno di 15 dipendenti continueranno a non applicare l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori a tutti gli assunti; il nuovo contratto a tempo indeterminato prevede invece alcune novità in materia di licenziamento attenuando di molto i vincoli dell’articolo 18: il diritto di reintegro per il lavoratore ingiustamente licenziato sparisce in pratica per tutti i licenziamenti di tipo economico e disciplinare mentre resta in tutti i casi di licenziamento discriminatorio.
Inoltre, al verificarsi di una situazione di licenziamento non discriminatorio, se il giudice stabilisce l’illegittimità, è prevista un’indennità economica al posto del reintegro, non assoggettata a contribuzione previdenziale e pari a due mensilità pari ad ogni anno di servizio. La somma deve essere comunque compresa tra 4 e 24 mensilità.
In tutti i casi sopra citati resta però il diritto al reintegro se il giudice stabilisce l’insussistenza del fatto materiale contestato al lavoratore: il datore di lavoro viene condannato alla reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro e al pagamento di un’indennità risarcitoria commisurata all’ultima retribuzione globale dal giorno del licenziamento fino a quello dell’effettiva reintegrazione.
Nelle piccole imprese invece, la misura dell’indennità in caso di licenziamento ingiustificato è dimezzata e non può comunque superare le sei mensilità. Il decreto prevede inoltre che le PMI che superano la soglia dei 15 dipendenti dal 1 Gennaio 2015 effettuando assunzioni a contratto indeterminato a tutele crescenti, le nuove regole sulla disciplina dei licenziamenti continuano a valere anche per i vecchi assunti.
Speriamo davvero che questo possa stimolare le assunzioni e aiutare tutte quelle imprese che nonostante la grande capacità produttiva faticano a restare a galla.
E voi cosa ne pensate?

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