Baratto: più produzione, meno evasione. Parola di VisioTrade SpA

Pubblicato il 6 ottobre 2013
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Tasse e IVAdi Maurizio Scandurra

Tutti i Paesi più ricchi, economicamente solidi e con i più cospicui accumuli di liquidità bancaria, Svizzera in primis (ove l’Iva non supera il tetto dell’8% attulamente del fatturato imponibile, e sui generi alimentari e di prima necessità è pari al 2,5% ) hanno in comune un primario, importante fattore di condivisione: il pressing fiscale contenuto, che nel suo insieme, nella complessità delle imposte, non supera mai il 30%. Questo consente all’economia di proliferare liberamente, alle merci e ai beni e servizi di circolare liberamente, ai cittadini di poter vivere liberamente. Intendendo per “liberamente” anche la possibilità di poter pagare le tasse sentendone il dovere di farlo, come principio universalmente assimilato e condiviso dai facenti parte di una medesima comunità civile che vive, opera e produce in armonia.

In Italia, invece, il pressing fiscale è superiore al 50%: come dire, ogni euro guadagnato, 50 centesimi vanno allo Stato. E’ come avere un socio che aspetta solo di mangiare, senza prima aver prodotto: che ti bussa alla porta quasi a pretendere, come purtroppo spesso accade nel commercio, il “pizzo”. Quindi, lo Stato partecipa agli utili, ma non ai costi: con le nostre tasse non è in grado di assicurarci terreno fertile e possibilità per produrre e prosperare. Anche il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, riconosce che con meno tasse ci sarebbe meno evasione. Anzi, fa di più. Parla persino di evasione da sopravvivenza, concetto teorizzato per prima nel nostro Paese circa un anno fa dall’Unione Nazionale Consumatori, dal 1955 la più antica e autorevole associazione consumeristica italiana.

Il frutto di tutto questo? Semplice: da gennaio a oggi, in soli otto mesi, il gettito Iva è calato del 5,2%. Che, tradotto in numeri, vuol dire 3,7 miliardi di euro in meno incassati dallo Stato. E noi, invece, di fronte a uno scenario similie, l’Iva come la gestiamo? La aumentiamo! E con gioia dei nostri governanti, persino! Con la conseguenza che, a ben guardare, i negozi delle città italiane sono pieni di cartelli anti-spauracchio ove i gestori annunciano a chiare lettere al popolo dei marciapiedi e della spesa che l’aumento di un punto percentuale dell’imposta non genererà alcun aumento dei prezzi. Ok, va bene, ma fino a quando resisteranno? Per quanto tempo potranno ancora prostarsi genuflessi ai piedi di chi passa davanti alle loro attività, pregando il buon Dio che costui, per restare in metafora, vi metta il piede dentro? Punto primo, chiarito: meno tasse, meno evasione, più consumi. E il secondo? Deve essere più produzione: solo che, in uno Stato che in soli 6 anni ha visto morire centinaia di migliaia di imprese di vario genere e titolo, il problema è far ripartire l’economia.

Il mercato attuale è agonizzante, allora meglio guardare altrove. Al mercato parallelo di VisioTrade Spa, ove il principio del baratto equilibrato, sano ed equivalente fra imprese, moderato dalla moneta del futuro, la nuova valuta complementare che definisce in maniera chiara, incontrovertibile ed esaustiva il valore degli scambi e il controvalore di spesa da essi associato, è l’unico motore di sviluppo possibile per fare impresa. Chi aderisce a VisioTrade Spa non ha bisogno di evadere per sopravvivere, perché nel commerce network produce benessere per se e per gli altri, senza doversi arrabattare come accade invece appena fuori dalla porta di casa.

E allora, tu che leggi, che cosa aspetti? Cambia Stato, entra in VisioTrade: l’Italia di domani parte da qui! La tua agenzia di viaggi per prendere il volo? www.visiotrade.com

2 commenti

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