Business Angel, un’altra via (per il barter) per rilanciare le imprese

Pubblicato il 3 dicembre 2013
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Lo scorso 30 novembre si è conclusa a Torino una due giorni all’insegna del rilancio economico, un evento molto particolare.

iStarter, famoso acceleratore privato, ha riunito decine di potenziali investitori, pronti a scommettere in nuove realtà produttive ad alto contenuto tecnologico e valore aggiunto. A differenza dello schema classico startup – incubator, in cui spesso quest’ultimo è un grosso fondo d’investimento, disponibile ad investire ingenti somme di denaro, iStarter ha rivoluzionato il paradigma creando la figura del Business Angel.

Imprenditori ed investitori privati disposti a rischiare i propri capitali per concedere un’opportunità a realtà emergenti, ma allo stesso tempo anche accorti “scommettitori” alla ricerca del nuovo Facebook o Google; un ottimo modo di diversificare il proprio business. Come testimonia l’esperienza di Vittorio Tallia, ex amministratore Rossignol, il quale grazie ad una collaborazione con l’incubatore del Politecnico di Torino, si è trasformato da semplice investitore a socio della Acquatech.

Inoltre i capitali messi a disposizione si aggirano in media sui 100.000 euro e quasi mai superano il milione; in questo modo la platea dei Business Angel può essere molto numerosa e rispecchiare in pieno la struttura economico-produttiva del nostro Paese.

Coerentemente con la propria mission, anche VisioTrade S.p.A. ha partecipato a questa interessante iniziativa. Dare ossigeno ed opportunità alle imprese è da sempre caratteristica dei sistemi di Corporate Barter, quindi il Presidente Cristiano Bilucaglia ha prontamente vestito i panni del Business Angel. Ovviamente in maniera differente: non iniettando denaro contante nelle casse delle startup, bensì offrendo EuroCrediti, la moneta complementare VisioTrade, utili per acquistare ogni sorta di fornitura all’interno del Commerce Network. Le startup potranno usufruire dei beni e servizi offerti da più di 2.500 aziende su tutto il territorio nazionale, per un importo che va dai 25 ai 50.000 euro. “Alle startup non offriamo denaro, ma tutti quei servizi e prodotti che le servono per crescere” sintetizza l’Ing. Bilucaglia.

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