Contanti, la soglia di spesa sale a 3.000 euro

Pubblicato il 20 ottobre 2015
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Denaro contanteInnalzato il limite di spesa in contanti fino a 3.000 euro, la nuova Legge di Stabilità incoraggia gli acquisti.

Un tempo fu Mario Monti. Poi venne la volta di Enrico Letta, e infine di Matteo Renzi. A questa triade si deve dal 2011 a oggi la decostruzione consistente e progressiva della circolazione di contanti nelle tasche degli italiani.

Il tetto soglia individuato come massimale da un paio d’anni a questa parte consentiva al cittadino medio di poter tenere in tasca biglietti verdi e rosa per un importo massimo di 1000 €: lo stesso equivaleva in termini di prelievo giornaliero al bancomat o presso gli sportelli delle banche stesse. E pensare che qualche folle che siede negli scranni del Governo aveva persino ipotizzato di portare il contante circolante a un massimo di 700 € al giorno pro capite.

Fortunatamente, anche in politica, forse per divina ispirazione, ogni tanto appare qualcuno che riveste il ruolo di lumen gentium. L’Esecutivo Renzi, se si era inimicato tutti i commercianti italiani, specialmente quelli dei bar che, dal 30 giugno 2014, avrebbero in teoria l’obbligo di dotarsi di POS, oggi si gode il plauso plebiscitario di questi ultimi: 3.000 € è il nuovo limite massimo per la circolazione giornaliera di contanti in Italia. Con buona pace di coloro che pensano che il denaro tradizionale, al posto di quello elettronico, coincida con evasione fiscale, partite in nero et similia.

Se il Governo Monti aveva fatto ridere tutta la stampa nazionale e non solo, proclamando l’obbligatorietà del possesso del bancomat anche per gli anziani – con la conseguenza assurda di pretendere che questi ultimi si abituino a casse automatiche al posto di cassieri in carne e ossa presso le filiali delle banche –, l’aver dato un limite ragionevole alla circolazione di contanti va letto in una sola ottica: questo è il primo, concreto segnale per ridar fiato ai consumi. E, conseguentemente, alla produzione economica.

 

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