Crisi economica: c’è luce in fondo al tunnel?

Pubblicato il 20 febbraio 2014
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Crisi economica internazionaledi Lorys Bencini

Continua senza sosta la sequela di notizie negative per l’Italia. A cominciare dal calo del PIL, che continua a scendere dopo ben 26 mesi consecutivi di decremento nei vari settori, segnando un valore pari a – 1,9% nel solo 2013. Dato sconfortante, se unito a uno sguardo generale ai numeri di chiusura delle imprese che si registrano in alcune regioni campione, a cominciare dal Piemonte (-400), nel Veneto (-276, in forte crisi il settore del mobile, ove maggiori sono i cali di fatturato e le cessazioni di attività), in Liguria (-395). In calo in anche il settore dei trasporti e dei consumi di carburante, che segnano una diminuzione pari allo 0,8%.
Si comprende dunque, alla luce di quanto esposto, di come la voce “disoccupazione”, solo nel 2013, sia scesa ancora di circa il 13%, con picchi preoccupanti soprattutto per i giovani, sempre più in difficoltà nel trovare lavoro (proliferano contratti a progetto o a chiamata, l’indeterminato è ormai un miraggio e chi ce l’ha fa benissimo a tenerselo stretto). Il pressing fiscale è in aumento, complici i rincari di gennaio 2014, specie per la politica di fund raising adottata dal Governo che vede nella tassazione sugli immobili, e nell’introduzione delle imposte per chi vende e per chi compra, il proprio strumento migliore per far cassa, a discapito di edilizia e settore manifatturiero in forte crisi.
Migliorano leggermente i servizi alla persona (+0,4%), in crescita, seppur leggera, l’industria elettrica e il settore farmaceutico. E su quest’ultimo non abbiamo dubbi a crederlo, dato il moltiplicarsi esponenziale dei mal di pancia (non certo dei pani e dei pesci di biblica memoria) che stanno affliggendo sempre più copiosi gli italiani. L’instabilità politica fa il resto, mettendoci ancor più in cattiva luce in Europa, ove comunque le altre economie di riferimento dell’Eurozona, seppur in maniera rallentata, continuano a crescere, Germania, Francia in testa, con Spagna e Olanda invece prossime all’uscita dalla crisi e sulla corsia di accelerazione in termini di ripresa.

Un’interessante alternativa è risultata essere la sharing economy, un metodo per privati ed aziende di limitare gli sprechi e risparmiare liquidità.

2 commenti

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