Crisi economica, nel mondo la fiducia non decolla

Pubblicato il 24 luglio 2015
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fiducia nella ripresa economica mondialeSette anni dopo l’avvio della grande crisi economica, con la crescita mondiale in modesta ascesa, il pessimismo generalizzato nei Paesi più industrializzati continua a permanere fra la popolazione.

A guidare la classifica dei Paesi meno ottimisti, in testa a tutti, vi sono Francia, Italia e Spagna. E non si tratta di sensazioni o percezioni, ma purtroppo di dati reali e certi. Sono elementi importanti che emergono da un recente e importante studio compiuto dall’autorevole centro ricerche americano Pew Research, condotto su un estesissimo campione di 45.453 adulti di 40 Paesi al mondo, al fine di sondarne le opinioni e i pareri su quello che è il momento economico in atto.

Il sondaggio ha confermato come meno dei 40 Stati oggetto di analisi e indagine statistica abbia una buona percezione della propria economia: anzi, aspettative basse e percezione di molto inferiore rispetto allo stato reale delle cose. Ben l’88% degli Italiani, l’85% dei francesi e l’81% degli spagnoli hanno decretato il momento nero della propria situazione economica. Caso contrario in Germania, ove il 75% degli intervistati sono invece soddisfatti dell’andamento produttivo e finanziario del proprio Paese. Ancora differente, invece, il caso degli Stati Uniti, ove nonostante il tasso di crescita si attesta costante sul 3%, il 56% delle persone interrogate a riguardo non dimostrano affezione e buon occhio per il proprio status economico.

L’inchiesta condotta ha dimostrato anche come, spostando il tiro più in là nel tempo, la maggior parte degli intervistati non ha affatto buone speranze per quanto ha da venire nei prossimi 12 mesi. In Italia a essere convinti di tali posizioni son ben oltre il 46%, a fronte di un 37% rispetto al 2014, mentre in Germania la percentuale è di oltre il 54%, in linea con quelle dei Paesi attualmente economicamente più avanzati. Francesi e Spagnoli si aspettano peggioramenti invece in egual misura per il 42% del paniere dei soggetti intervistati.

Paradossalmente, ove sperano di poter contare su condizioni migliori ciò avviene in Africa, in un Paese che nessuno si aspetterebbe: in Nigeria, con il 92% degli intervistati a favore.

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