Eurobarometro: italiani non soddisfatti dalla moneta unica

Pubblicato il 8 marzo 2013
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Monete complementariUn’indagine demoscopica effettuata da EuroBarometro, risalente allo scorso novembre, scatta una curiosa istantanea sull’indice di gradimento degli italiani circa la moneta unica europea.

Solo il 31% degli intervistati considera l’euro il risultato più positivo raggiunto dall’Ue, anche se in crescita rispetto al 29% registrato a maggio 2012. Oltre i confini nazionali, la percezione non migliora: solo il 32% riconosce all’euro di essere il principale risultato dell’Ue.

Questi risultati, in qualche modo annunciati, confermano che l’unione monetaria non ha portato i benefici sperati alle popolazioni europee e ci induce a ragionare su possibili vie alternative. Uscire dall’euro non è una soluzione al momento praticabile, nè auspicata (solo il 2% del campione tornerebbe alla lira), tuttavia urgono strategie d’emergenza per alleviare la stretta recessiva della crisi economica.

Una delle soluzioni più gradite e di successo, in molti paesi europei e non, è l’adozione di monete complementari. Esse sono semplicemente un mezzo di pagamento alternativo, utilizzato nei diversi mercati privati. Le aziende aderenti a questi circuiti scambiano i propri beni e servizi senza esborsi monetari, bensì maturano crediti da spendere successivamente all’interno del network stesso.

Questo meccanismo permette di ricorrere sempre meno a prestiti finanziari,  di ampliare il proprio business e di sfruttare pienamente le capacità produttive delle imprese.

Attualmente la sola VisioTrade, con i suoi EuroCrediti, raccoglie e connette più di 1.500 imprese su tutto il territorio nazionale.

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