Intelligenza Artificiale, cosa succederà?

Pubblicato il 13 gennaio 2017
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il futuro dell'intelligenza artificialeLe intelligenze artificiali esistono da più tempo di quanto pensiamo

L’AI è un argomento trattato molto di recente, ma che cos’è l’intelligenza? Tutti noi esseri umani sappiamo di essere l’unica specie intelligente sulla terra, eppure anche un cane ha la sua intelligenza, come ogni altro essere dotato di un cervello.

Lintelligenza infatti è un insieme di schemi mentali che interagiscono tra loro. Maggiore il numero di schemi e la loro complessità, maggiore l’intelligenza.

Cos’è uno schema mentale?

Quando diciamo a qualcuno “esci dai tuoi schemi” stiamo esprimendo proprio questo concetto.

Uno schema è una condizione che porta ad un risultato, e la definizione è davvero generale perchè gli schemi stessi lo sono.

I babbuini cacciano in branco, gli scimpanzè chinano il capo in segno di sottomissione. I varani devono battere il capobranco per potersi riprodurre, i fenicotteri migrano verso sud durante la stagione fredda. Questi sono solo alcuni dei milioni o forse miliardi di esempi di schemi mentali che potremmo citare.

Noi esseri umani siamo semplicemente più complessi, tanto da averne sia di sviluppati geneticamente in migliaia di anni, sia di sviluppati durante il corso della nostra sola vita.

Molti schemi li acquisiamo dai nostri genitori e parenti, dagli amici, dai nostri modeli, dai compagni di scuola, dai professori… Altri li sviluppiamo autonomamente dalla nostra esperienza di vita unica. Per esempio c’è chi ha paura di volare: uno schema innescato da un evento o una visione che hanno generato una fobia. Questa produce grandi quantità di ormoni dello stress non appena si presenta l’ipotesi di volare (risultato e condizione) e nessuno vuole provare quella sensazione. In questo caso è molto più facile non volare, e quindi lo schema infulisce sul nostro comportamento.

Questi risultati dovuti dalle condizioni sono rappresentati fisicamente da collegamenti specifici tra i neuroni, che variano da cervello a cervello e si modificano nel tempo.

Le nuove intelligenze artificiali

Definito quindi uno schema mentale, il piccolo tassello dell’intelligenza, capiamo subito che pressochè ogni programma informatico potrebbe essere considerato come un intelligenza artificiale.

Ora però la differenza è grande, perchè non solo le cosiddette skills (in inglese significa abilità) sono aumentate a dismisura, ma le reti neurali sono in grado di analizzare contemporaneamente grandissime quantità di dati, producendo risultati fino a poco tempo fa impensabili per un computer. Per esempio Deepmind, l’AI di Google, è in grado in molti casi di riconoscere il luogo di una foto qualunque attingendo al suo database di Google Maps e Street View.

E soprattutto, le nuove forme di Intelligenza Artificiale sono in grado di sfruttare ogni interazione passata per imparare e migliorare la loro capacità di risposta, così come di comprensione.

Questa è la differenza fondamentale che ha permesso a Google Translate di analizzare tutti i siti tradotti da madrelingua per migliorare il suo algoritmo. Lo stesso che ha permesso ad ogni comando vocale di diminuire la percentuale di errore dal 23 al 3% in soli due anni.

Più andiamo avanti più le potenzialità crescono, prospettando scenari sempre più disruptive per i prossimi anni. Per questo abbiamo deciso di implementare una rete neurale all’interno dei nostri algoritmi. In questo modo saremo in grado di fornire un servizio di matching automatico sempre più accurato.

Riguardo al futuro dell’AI nessuno, ma proprio nessuno, è ancora in grado di prevedere il livello di impatto che avrà sul mondo. L’unica certezza è che continueranno a svilupparsi e ad aumentare.

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