La green economy ci salverà?

Pubblicato il 10 giugno 2014
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La green economy per rilanciare lo sviluppo economicoCon il termine green economy si intendono una serie di misure economiche, legislative, tecnologiche e di educazione pubblica in grado di ridurre il consumo di energia, di rifiuti, di risorse naturali e i danni ambientali, promuovendo al contempo un modello di sviluppo sostenibile, attraverso l’aumento dell’efficienza energetica e di produzione.
Negli ultimi anni, la cultura green si sta facendo sempre più strada e sta diventando una leva importante per il rilancio dell’economia: è proprio una grande occasione per avviare un nuovo ciclo di sviluppo, combinando i doveri ambientali con la sconfitta della crisi globale.
Rifiuti, mobilità urbana, energia ed emissioni: bisogna fare molto perché conviene anche per fare affari.
I consumatori dimostrano sempre di più di riconoscere il valore della sostenibilità nel suo senso più ampio, in quanto equilibrio economico e garanzia di benessere.
La green economy ha aperto molte opportunità infatti quasi 20 miliardi di euro sono stati spesi dagli italiani nell’anno passato per acquisti alimentari, biologici, a chilometri zero, sfusi o con denominazione di origine; nonostante la crisi abbia fatto calare considerevolmente i consumi, il fatturato della spesa green è aumentato del 65% e ciò significa che sempre più italiani scelgono di comprare prodotti locali o a chilometri zero, trasportati con mezzi a basso impatto ambientale, non trattati con prodotti chimici oppure senza imballaggi da smaltire e specialità con denominazione di origine controllata e protetta. In questo modo la svolta green incide anche sull’occupazione creando oltre centomila nuovi posti di lavoro: un ritorno alla terra sia per chi vuole intraprendere questa strada con idee innovative e sia per chi vuole trovare un’occupazione anche solo temporanea.
Un elemento nuovo può inoltre essere introdotto nella sfida della green economy: le donne consumatrici e lavoratrici. Studi mostrano infatti il loro protagonismo assoluto nelle scelte di acquisto e la loro formazione e le capacità professionale.
La soluzione è puntare sulle donne che in Italia sono responsabili del 66,5% del totale delle scelte di acquisto della famiglia e alcuni sondaggi le mostrano come il sesso più attento al tema della sostenibilità.
Nel nostro paese, già oggi esiste un’Italia green che è fatta dal 22% delle imprese e a cui nel 2013 si deve il 38% delle assunzioni; uno studio ha mostrato inoltre come le imprese green siano quelle che esportano di più e quelle più giovani: può essere la chiave giusta per avviare un cammino di uscita dalla crisi.
Per quanto riguarda le agevolazioni alle imprese attente alla sostenibilità, il Ddl Ambiente privilegia, negli appalti pubblici, le aziende che offrono beni da riciclo, riuso ed in genere produzioni caratterizzate da elementi di sostenibilità ambientale; è previsto anche un incentivo per le aziende con marchio Emas (certificazione della qualità ambientale dell’organizzazione aziendale) o marchio Ecolabel.
Sono inoltre previste agevolazioni per consumatori, aziende ed enti locali per sostenere l’acquisto di prodotti realizzati con materiali che derivano dalle raccolte differenziate. E’ previsto inoltre un meccanismo che premia fiscalmente i Comuni più virtuosi per quanto riguarda la raccolta differenziata.
Anche per l’Unione Europea il 2014 è l’anno della green economy, un’occasione per rilanciare le nostre imprese e per offrire anche una nuova prospettiva ai giovani.
Il Parlamento Europeo ha deciso di impegnarsi a promuovere diverse iniziative:

  • Realizzare una riforma fiscale ecologica.
  • Promuovere un aumento della liquidità disponibile.
  • Cercare di finanziare l’ecoinnovazione.
  • Rilanciare l’Europa come leader di una green economy competitiva.
  • Dare attuazione alla strategia europea sulla biodiversità. 
  • Puntare su una agricoltura europea di qualità ecologica.
  • Attivare interventi e finanziamenti europei per la tutela, la conservazione, la disponibilità e gli usi efficienti dell’acqua.
  • Sviluppare misure europee di sostegno e di finanziamento per città sostenibili. 

Speriamo davvero che possa essere una spinta per lo sviluppo economico del nostro Paese e per il rilancio delle nostre imprese.

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