Monete complementari, virtuali, 007… facciamo un pò di chiarezza

Pubblicato il 20 maggio 2014
Condividi

Leader italiano nel baratto tra impreseDiritto di cronaca e libertà di stampa sono valori indiscutibili, l’importanza dei mezzi d’informazione per un paese democratico è vitale.

Tutto ciò attribuisce ai media, in qualsiasi forma essi siano diffusi, una particolare responsabilità di fronte ai propri lettori e alla collettività. E’ quindi indispensabile che ogni articolo vada preso per ciò che è: mera informazione.

Sempre più spesso si leggono articoli anche pubblicati da importanti redazioni che più che fare chiarezza sul Mondo delle valute complementari confondono le idee ai lettori assimilandole alle valute virtuali.

Occorre precisare che le valute complementari non hanno alcun grado di parentela con le valute virtuali. Queste ultime infatti sono generalmente concepite per rimanere anonime, avere un valore indipendente dalle valute a corso legale e sono più assimilabili a dei beni fisici come i gettoni telefonici della SIP (per chi se li ricorda). Le valute complementari invece vengono utilizzate per tenere conto della posizione di debito-credito di ciascun aderente a un Circuito di Barter. Inoltre con la cessione di beni e servizi in un Circuito di Barter la fatturazione avviene in modo assolutamente normale, ovvero viene emessa la fattura per ogni transazione indicando normalmente anche l’importo dell’IVA, sia essa al 4, al 10 o al 22%.

Infine è importane evidenziare che il valore degli scambi nel network rispecchia i prezzi di mercato anche e soprattutto per merito di una concorrenza interna.

In conclusione rendiamo nota la nostra assoluta disponibilità a parlare di moneta complementare con qualunque giornalista lo richieda, in modo da fugare ogni dubbio sulla liceità di questo strumento innovativo, rivoluzionario ed assolutamente legale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *