La PA apre allo smart working per genitori

Pubblicato il 14 febbraio 2017
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pubblica amministrazione asili nidoLa Pubblica Amministrazione non si aggiorna da ormai molti anni e questo non piace al governo Gentiloni.

Gli assenteisti sono una minaccia ormai nota, dovuta anche a sistemi di controllo ormai obsoleti, e per questo la riforma Madia intende prendere due piccioni con una fava. Prima tra tutte aggiornare le politiche lavorative e nel frattempo agevolare una delicata fascia della popolazione.

Per svecchiare il metodo tradizionale di lavoro, in cui le ore sono l’unico metro di misura, occorre puntare su obiettivi e target. Questo permetterà nuove modalità di lavoro, dal part time al telelavoro fino ad arrivare allo smart working.

La differenza tra gli ultimi due è che il telelavoro è occasionale: il dipendente quindi lavora solitamente dall’ufficio e talvolta da casa. Lo smart working invece non necessita affatto di un ufficio.

Attualmente nella PA lo smart working è totalmente assente, il telelavoro pari a zero, e il part time copre solo il 5,6% dei dipendenti.

Le intenzioni sono di portare le nuove modalità di gestione autonoma del tempo al 10% dei dipendenti entro il 2018.

Il tutto sarà monitorato digitalmente per garantire una maggiore efficacia ed efficienza dei lavoratori esterni, molti dei quali verranno scelti tra i più bisognosi di flessibilità: i genitori.

Grazie allo smart working si intende infatti creare condizioni di lavoro “family friendly”.

Per fare ciò lo Stato intende prendere accordi con asili nido e campi estivi, in modo da agevolare ancora di più il lavoro a questa fascia di popolazione in difficoltà.

 

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