L’agroalimentare traina l’export italiano

Pubblicato il 29 giugno 2015
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Agricoltura traina l'exportIn un momento in cui la produzione industriale nicchia e stenta a decollare, segno più invece per le esportazioni legate al settore agroalimentare. Ambito che, in controtendenza rispetto agli altri, si conferma asset strategico dell’economia italiana: valori a + 2,9 e + 2,5 % rispettivamente per le regioni nord-orientali e meridionali.

Il cibo esportato rappresenta infatti un buon traino per la vendita di prodotti made in Italy all’estero, terzo soltanto a voci quali i mezzi di trasporto e i prodotti legati al trattamento dei rifiuti, ramo in cui il nostro Paese eccelle. L’agroalimentare rappresenta una delle punte di diamante, quindi, tra le attività italiane di stampo manifatturiero più apprezzate all’estero. Se si analizzano più in profondità i dati, si rileva come nell’Italia Nord-occidentale le vendite di prodotti agricoli crescono ben più del doppio, toccando quota +5% rispetto al totale nazionale (+2,1%).

Bene il trend anche al Sud, ove l’export di tal genere di beni è cresciuto del 18%, mentre nelle regioni di Nord-Est e al Centro gli incrementi registrati sono pari rispettivamente al 6,7 e all’8%. Risultati positivi ottenuti grazie a un migliore sfruttamento delle risorse e a un’attenzione particolare riservata al processo di filiera: aspetto, quest’ultimo, di rilievo anche nel settore del mercato privato parallelo in baratto fra imprese costituito da VisioTrade Spa, ove al cui interno operano molte imprese che si occupano di produzione, manifattura, confezionamento e vendita di prodotti agroalimentari, le quali hanno intravisto nella moneta complementare, l’EuroCredito, un propulsore efficace con cui muovere il proprio mercato di riferimento, portando a loro volta all’interno del circuito i fornitori e risparmiando così liquidità alla fonte.

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