Moneta complementare, quello di cui le banche hanno bisogno

Pubblicato il 14 luglio 2015
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Prestiti bancariIn un momento storico caratterizzato dalla quasi totale assenza di concessioni di linee di credito da parte di istituti bancari e finanziarie, alle quali è giunto persino il monito del Papa di riaprire il rubinetto delle risorse in uno dei suoi recenti discorsi sul lavoro, la moneta complementare, l’EuroCredito tenuto a battesimo da VisioTrade Spa, potrebbe divenire uno strumento assai interessante, come prodotto per la clientela, anche per le banche.

Le quali ridurrebbero il rischio di esposizioni liquide in una fase di recessione, ove alta è la probabilità, anche per i soggetti solvibili, capitalizzati e patrimonializzati, di andare incontro a decisivi decrementi di fatturato che potrebbero mettere in pericolo la buona natura del rapporto bancario corrente.

Pertanto, se gli affidamenti venissero concessi sia in euro che in EuroCrediti, ovvero mediante la possibilità per l’impresa che crede nella ripresa e nel futuro, di poter accedere a un credito commerciale, secondo le proprie possibilità, con il quale ottenere beni e servizi con cui dare avvio o sviluppo del proprio business, l’economia ne trarrebbe un immediato giovamento e sollievo.

Ciò che per un attore del mercato è un invenduto, per un altro diventa un’opportunità, e via discorrendo in termini di filiera virtuosa. La libera circolazione di merci, servizi, offerte a mezzo corporate barter, il moderno baratto fra imprese, diventa quindi una leva di forza nel ripristinare un mercato variegato e popolato da aziende capaci di fare impresa, integrando lo strumento VisioTrade Spa al credito bancario, e facendo fattivamente sì che quest’ultimo ricompaia nelle voci di costo dei bilanci delle PMI in modo effettivo, sano e producente, per alimentare il motore economico nazionale.

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