Occupazione: il progetto Garanzia Giovani

Pubblicato il 7 luglio 2014
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nuove opportunità di occupazione per i giovaniGaranzia Giovani è il programma Europeo volto a limitare la piaga della disoccupazione offrendo un’opportunità per i giovani tra i 15 e i 24 anni: sono stati previsti percorsi di formazione, consulenza, apprendistato e tirocini retribuiti.
Le regole comunitarie del progetto indicano un’età massima di 24 anni ma l’iniziativa italiana è aperta fino ai 29 anni anche se con ogni probabilità sarà data priorità ai più giovani. A disposizione del programma ci sono circa 1,5 miliardi di euro quasi totalmente gestiti dalle regioni attraverso specifiche convenzioni. I finanziamenti sono stati previsti per i Paesi Membri tra cui l’Italia, con tassi di disoccupazione superiori al 25%.
L’emergenza disoccupazione si fa infatti sempre più pressante nel nostro Paese e in questo modo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha deciso di stanziare questa cifra tra fondi europei e nazionali a favore di questo programma, per il biennio 2014-2015 che saranno investiti in politiche attive di orientamento, istruzione e formazione e inserimento nel mercato del lavoro per i giovani che non sono impegnati in un’attività lavorativa, né inseriti in un percorso scolastico o formativo (NEET– Not in Education, Employment or Training).
Nel dettaglio, le misure previste dalla Garanzia sono orientate all’accoglienza, all’orientamento, alla formazione, all’accompagnamento al lavoro, all’apprendistato, ai tirocini, al servizio civile, al sostegno dell’autoimprenditorialità, alla mobilità professionale, al bonus occupazionale per le imprese, alla formazione a distanza.
Il programma dà così modo ad ogni giovane disoccupato che rientri nella fascia di età stabilita, di risultare pienamente “contendibile” sull’intero territorio nazionale.
La piattaforma unitaria, basata sul collegamento delle banche regionali con il sistema centrale, permette di registrarsi nel Programma dal Portale nazionale Garanzia Giovani, dal portale ClicLavoro e dai siti delle Regioni, garantendo così la prima vera e piena interconnessione tra tutti i nodi del sistema lavoro; in questo modo tutte le informazioni sui servizi resi ai giovani e il relativo monitoraggio saranno disponibili in maniera semplice ed immediata a tutti i centri per l’impiego, agenzie autorizzate, Regioni e Ministero.
Grazie a questo progetto si crea un mercato del lavoro più omogeneo sul territorio nazionale e si realizza quella tanto attesa riforma strutturale chiacchierata ormai da molti anni.
Attraverso questo progetto si riuscirà forse a frenare la fuga dei cervelli dei ragazzi italiani all’estero: chi vuole lavorare fuori dai confini nazionali deve poterlo fare ma non deve essere una scelta dettata dalla disperazione.
Gli ultimi dati mostrano come a due mesi dall’avvio del programma ci siano quasi centomila iscritti per 3352 offerte di lavoro: entro due mesi dall’iscrizione al programma i giovani dovranno essere presi in carico dalla Regione di riferimento ed entro quattro mesi da questo momento dovranno ricevere un’offerta di studio o di lavoro.
Le ultime ricerche mostrano come la maggior parte degli iscritti risieda in Campania, in Sicilia e nel Lazio; sul territorio alcune Regioni sono più avanti rispetto ad altre: nel Lazio ad esempio sono partiti i colloqui presso i centri per l’impiego e il 20 Giugno erano già stati portati a termine 1206 colloqui. Ciacun giovane può decidere in quale regione, anche diversa da quella di residenza, ricevere le offerte per trovare lavoro. E’ inoltre possibile indicare più regioni: l’88% del totale ha effettuato una sola scelta mentre il restante 12% ne ha effettuata più di una.
E’ stata la Lombardia ad aver ricevuto il maggior numero di iscrizioni esterne (5295).
La domanda è stata fatta in maniera prevalente da giovani di sesso maschile; il 55% del totale ha il diploma, il 20% sono laureati e il 25% ha un titolo di studio di terza media o inferiore.
Speriamo davvero che questo programma possa dare una piccola spinta alle migliaia di giovani volenterosi ma disoccupati presenti in Italia.
E voi cosa ne pensate?

2 commenti

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