Segnali di ripresa deboli, le PMI guardano alla moneta complementare

Pubblicato il 26 maggio 2015
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produzione industrialeIl ciclo economico internazionale vede, ancora una volta, l’Europa fanalino di coda rispetto agli indici che misurano l‘incremento della produzione. In testa alla classifica gli Stati Uniti, seguiti a ruota dal Giappone. In calo, e questa è una buona notizia che produce positivi riflessi per i consumatori, il prezzo del petrolio.

In Italia, la situazione è la seguente: dopo ben 5 trimestri negativi, vi è uno 0,3% di crescita che dà timidissimi segnali di avanzo della produzione, mentre il PIL a parità di trimestri 2014-2015 rimane pressoché costante e invariato. Pollice all’insù anche per la spesa della famiglie, la quale ha avuto una lievissima impennata, assolutamente irrilevante perché i consumi possano concretamente ripartire in vista di un loro riattestamento ai livelli pre-crisi.

Pochi segnali speranzosi, invece, anche sul fronte dell’export, al cui favore ha giocato il deprezzamento del cambio. Gli investimenti continuano a calare, segnando record negativi sempre peggiori, cui fanno riscontro situazioni di grande deprivazione che vedono colpiti soprattutto i nuclei familiari con genitori e due o tre figli, e gli anziani, alle prese con le solite problematiche di pensione, nonostante quanto ventilato ultimamente a livello governativo.

Il fatturato industriale? In calo. L’unica novità positiva e degna di nota su questo versante è la sempre maggior diffusione dei sistemi di moneta complementare. Negli ultimi mesi, grazie anche all’opera culturale di AMC – Asso Mutuo Credito, anche i media, la pubblica opinione e soprattutto le istituzioni stanno apprezzando in prima persona i vantaggi di questi circuiti in cui è possibile acquistare servizi e forniture pagando con ciò che abitualmente si produce.

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