Sharing Economy, Motore del Nuovo Modo di Fare Impresa

Pubblicato il 23 settembre 2013
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Sharing EconomyDi Maurizio Scandurra

Dopo il car sharing, ovvero le auto a disposizione di tutti – quando le si vuole e per quanto si vuole – ecco a voi, cari italiani, la sharing economy. Termine sempre più diffuso, esso indica propriamente l’economia dello scambio, inteso come opportunità nuova contro i fallimentari e preesistenti modelli tradizionali di sviluppo economico.

I social network hanno aperto nuovi ed amplissimi orizzonti in termini di multilateralità e reciprocità fra persone che condividono, non solo come attori economici propriamente intesi, uno stesso luogo in uno stesso spazio: ciò significa sviluppare nuovi orizzonti di pensiero e di azione. In parole povere il baratto fra imprese, attuato per la prima volta in Italia da VisioTrade Spa, leader incontrastato di settore, rientra appieno in tale tipologia concettuale, poiché si inserisce perfettamente in una contestualità che presuppone una necessità e un di più che incontrandosi determinano soddisfazione nei soggetti che dell’incontro sono i veri e soli protagonisti. La sharing economy si configura come potentissimo reattore relazionale, il cui fine primario è correlare correttamente le richieste e le risposte, per produrre benessere, fare impresa, brandizzare al meglio tutto quanto è possibile, creando lavoro, occupazione mirata e integrata, in una sana ottica di rinnovamento del concetto di business moderno tout court. Comprendere le potenzialità inespresse del mercato è il motore della sharing economy, che si gioca su terreni differenti rispetto ai normali media e/o campi economici, interagendo al massimo del potenziale con i nuovi ritrovati che la cosiddetta tecnologia relazionale offre al momento, in nome di una più equa e soddisfacente redistribuzione della ricchezza, frutto a propria volta della vittoria delle idee migliori, secondo una linea di sviluppo meritocratica.

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