VisioTrade, mediazione partner di sviluppo d’impresa

Pubblicato il 28 novembre 2013
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VisioTrade – Forum Mediatori Camera dei Deputati from VisioTrade S.p.A. on Vimeo.

di Maurizio Scandurra

La mediazione è un’arte, dicevano gli antichi, esattamente come la diplomazia è un dono, un esercizio virtuoso di equilibrio funzionale e proprio a tutti gli ambiti della vita personale e professionale. Il fatto che l’Italia si stia accorgendo legislativamente solo ora dell’importanza di tal fondamentale strumento dimostra quanto siamo lontani rispetto al resto d’Europa, ove invece l’istituto delle mediazione è ben più diffuso, consolidato e attuato. La prevenzione del contenzioso, prima ancora che la sue gestione fattiva nel momento in cui la criticità ha raggiunto il suo livello apicale, costituisce uno degli aspetti principali in temini di solidità di asset per un’azienda. Esso parte già a priori, dalla stesura dei contratti con cui l’impresa dialoga all’esterno fornendo beni e servizi, al fine di non raggiungere mai la lite, anche in caso di involontario malfunzionamento o mancata soddisfazione del cliente. Per questo si parla di aziende “Consumer Friendly” quando le modalità operative prevedono un approccio in linea ai dettami del Codice del Consumo, che disciplina i rapporti con i consumatori. Il fatto che nel nostro Paese, ancora una volta, l’innovativo apporto della mediazione sia frutto di un’iniziativa privata, supportata da partner d’impresa quali VisioTrade Spa, rivela la necessità di dare un quadro normativo chiaro e sostanziato a una materia che costituisce un apporto determinante alla stabilità della vita di un’azienda. La presenza alla Camera dei Deputati del Cda di VisioTrade Spa, rappresentanto dall’Ing. Cristiano Bilucaglia, Presidente, dal Dott. Angelo Sidoti, Direttore Finanziario nonchè valente e riconosciuto esperto di economia e gestione insieme alle massime cariche del Forum Nazionale dei Mediatori  – tra cui anche la Dott.ssa Francesca Tempesta, Responsabile Ufficio Legale di VisioTrade Spa – palesa chiaramente l’intesa strategica tra questi due mondi che cooperano in vista di un fine comune. Che è quello di ridurre non solo il contenzioso, bensì anche i costi del medesimo, a tutt’oggi una spina nel fianco nelle gestione delle spese di tribunali i quali, già ridotti al lumicino in termini di presenza sul territorio una volta andate a buon fine nel giro di due anni le chiusure delle ultime unità di giustizia periferiche sul territorio, si ritroveranno con le spalle al muro, se non verranno supportati in fase preventiva all’esterno da strutture in grado di fare da filtro e soluzione alle numerose cointroversie che, nella già litigiosa Italia della crisi, rischiano di raggiungere livelli incontenibili. Con effetti altresì disastrosi, considerato il fatto che in media, oggigiorno, la gestione del contenzioso in un’azienda grava sui costi della stessa per quasi il 40%, con tutti gli annessi e connessi negativi che ne derivano in un momento storico in cui la poca liquidità ancora circolante non basta spesso e volentieri neppure a far fronte alle scadenze con banche, dipendenti e fornitori.

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